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Buon compleanno, Cremo!

Buon compleanno, Cremo!

Buon compleanno, Cremo!

Centosedici anni e non sentirli. L’U.S. Cremonese, lady in grigiorosso dopo un primo periodo in biancolilla, il 24 marzo scorso spegne per l’ennesima volta le candeline sulla torta rettangolare che ricorda lo stadio Zini. E’ nata agli albori del secolo scorso, nel 1903, così come due miti motoristici a stelle e strisce: la prima automobile progettata da Henry Ford a Dearborn nel Michigan e la prima Harley-Davidson che ha visto la luce in un garage di Milwaukee nel Wisconsin. Nello stesso anno è nato Peppino De Filippo, attore e drammaturgo, ed è morto il parigino Paul Gauguin, esponente di spicco della pittura impressionista. Sempre nel ‘3, è datata la prima edizione del Tour de France vinta dal francese Maurice Garin. Certamente una buona compagnia per un sodalizio nato dalla fusione di alcune realtà sportive che cercavano di vivacizzare la vita piuttosto monotona della Cremona di allora. La più attiva è la “Società del Litro” che riesce a coinvolgere il “Club Atletico”, il “Club Ciclistico”, la “Società Ginnastica” e il “Circolo Schermistico” in un polisportiva ispirata all’Unione Sportiva Milanese già operante nel capoluogo lombardo. La prima sede è la trattoria Varesina dietro piazza Marconi, il primo presidente è Emilio Faia, il sarto della borghesia locale che gestisce, insieme al fratello Carlo un negozio di stoffe in Corso Mazzini. Nei suoi primi anni il nuovo sodalizio propone soprattutto gare ciclistiche podistiche e motociclistiche. Il calcio arriverà attorno al 1910 con qualche torneo disputato su campi improvvisati dietro Palazzo dell’Arte, a Piazza Castello o a Piazza d’Armi. Il 1913 è fondamentale per l’U.S.C.:
nell’anno in cui nasce uno dei suoi più illustri tifosi, il Prof. Mario Coppetti (scomparso lo scorso anno a 104 anni), la squadra si iscrive per la prima volta al campionato di Promozione Lombarda in cui riuscirà addirittura a classificarsi al primo posto. Un esordio con i fiocchi per la squadra guidata da “Divo” Albertoni, “Gnaro” Defendi e Giovanni Lanfritto, con la porta difesa dal mitico Giovanni Zini, grandissimo atleta e patriota, che perse poi la vita nel 1915 per una infezione contratta al fronte mentre prestava servizio di barelliere durante la Prima Guerra Mondiale. Il calcio, fermato dal conflitto bellico, riprende nel 1919 con la disputa del campionato di Prima categoria Lombarda e, in questi ultimi cento anni ne abbiamo viste di tutti i colori. Nel 1925/26, quando già Carla Bonazzoli abitava nei confini dello stadio da allora ospita le partite dei grigiorossi, Bodini I, i fratelli Ravani e i magiari Whilhemm e Jeszmas hanno conteso alla Juventus l’accesso alla pole scudetto. Nel 1929 la prima, sfortunata apparizione nella Serie A a girone unico dove riapproderemo 54 anni dopo al termine di una magnifica cavalcata guidata da Emiliano Mondonico, con la società retta dal trio formato da Domenico Luzzara, Beppe Miglioli ed Erminio Favalli. Dal 1980 al 1996, sedici campionati disputati nell’elite del calcio nazionale (6 in serie A, 10 in B) toccando vette forse mai nemmeno sognate. Nel ’93, un compleanno davvero speciale, festeggiato a Londra dove, tre giorni dopo, i grigiorossi, battendo il Derby County nel mitico stadio di Wembley davanti ad oltre trentamila spettatori (con oltre mille cremonesi), si aggiudicano il Torneo Anglo-Italiano.
Nel 1993/94, il miglior piazzamento in assoluto: con Gigi Simoni in panchina, la squadra del tandem Tentoni-Dezotti, si classifica al decimo posto assoluto in serie A, davanti all’Inter. Nel 2003 un centenario un po’ sottotono, con la squadra in serie C2. Nel 2007 la rinascita, con l’avvento di Giovanni Arvedi e, dopo anni di serie C (o Lega Pro, che dir si voglia), nel 2017, l’esplosione del minuto 87 con l’incredibile boato dello Zini al gol di Scarsella al Racing Roma che riporta i grigiorossi in serie B. Centosedici anni, tanta passione e centinaia di nomi da ricordare: da chi, come Luciano Cesini, ha dedicato tutta la sua vita sportiva alla Cremonese, a chi, come Enrico Chiesa, ha condensato tante cose belle in una sola stagione. Per omaggiare tutti, ne ricordiamo tre: Aristide Guareri, Antonio Cabrini e Luca Vialli. Ma ciascuno di noi, com’è giusto che sia, ha un suo grigiorosso del cuore. Celebration, Cremo!

Angelo Galimberti