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Venerdì 21 ottobre 2011
Il nostro viaggio inizia da Roma. Aeroporto di Fiumicino, ore 10: ci ritroviamo con lo staff della Lega Pro con una valigia di vestiti ed un’altra piena di sogni. Non sappiamo come sarà, ma l’idea di rappresentare l’Italia in Terra Santa alla Maratona della Pace e di giocare al check point tra Betlemme e Gerusalemme ci fa partire con un’emozione in più. Salutiamo i dirigenti della Lega Pro, conosciamo i nostri futuri compagni di viaggio. Ad accoglierci il direttore della Lega Pro, Francesco Ghirelli, il mister Giorgio Veneri, Francesco Bonanni, responsabile ufficio diritti tv, radio e web, la responsabile della comunicazione Gaia Simonetti, il responsabile Marketing Vittorio Angelaccio, il medico Luigi Munari, il team manager, Franco Cassi, il kit manager Carlo Peppicelli e il fisioterapista, Giuseppe Pillori. Uno sguardo all’orologio e ci sistemiamo in fila al check in. Alle 15, l’aereo parte da Roma diretto a Tel Aviv, dove atterriamo alle 18,30 e poi il pullman che ci aspetta per portarci a Nazareth. Quasi due ore di strada, il sole sta tramontando mentre guardiamo dai finestrini paesaggi verdi che si alternano ad altri brulli, fantastichiamo su come sarà la partita che giocheremo con le squadre palestinesi e israeliane. Arriviamo all’hotel alle 20 e ci aspetta la cena. Sulla tavola troviamo il pane arabo e altri prodotti locali. Fame e stanchezza prendono il sopravvento: recuperiamo le forze per vivere intensamente l’avventura che ci aspetta.

Sabato 22 ottobre 2011
La sveglia suona alle 7. La guida ha organizzato un tour articolato che parte dalla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth. La seconda tappa prevede una visita al Lago di Tiberiade e poi il trasferimento al Monte Korazim, dove viene celebrata una messa. E’ lo stesso luogo dove il Beato Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa per i giovani il 24 marzo del 2000. Siamo su un prato verde con tante sedie e un centinaio di persone: italiani, francesi, ragazzi provenienti da Haiti e sudamericani. Poi pranziamo tutti insieme e l’allegria dei ragazzi di Haiti coinvolge tutti: foto, canti, abbracci. E’ questo il clima che si crea e si respira. Dopo aver mangiato, il pullman ci porta a Gerico, città che abbiamo letto tantissime volte e che per la prima volta abbiamo potuto vedere. Infine, raggiungiamo il nostro hotel a Betlemme. Sulla strada che porta all’albergo i bambini ci salutano e le donne ci guardano meravigliate: c’è povertà, ma ricchezza d’animo.

Domenica 23 ottobre 2011
La sveglia suona sempre prima: le lancette segnano le 6,30 quando ci fa alzare dal letto. Non importa svegliarsi presto, vogliamo vivere il tempo, non perderlo ed andare alla scoperta di città che non conosciamo, tanto lontane da noi. Il programma prevede la sosta a Gerusalemme, la città di Dio. E’ bello ed impensabile, prima di oggi, vedere tante religioni in una città. La guida ci porta al Monte degli Ulivi, all’Orto dei Getsemani, alla Tomba della Madonna, poi al Santo Sepolcro. Proviamo tante emozioni in un colpo solo, pensiamo all’ opportunità che ci hanno dato sia la Lega Pro che la Cremonese. Il pensiero va alla Maratona del giorno dopo e alla partitella dall’alto valore simbolico con nostri coetanei di Israele e della Palestina.

Domenica 24 ottobre 2011
E’ il giorno in cui la sveglia non serve. Ci svegliamo senza il suo “aiuto”: l’attesa dell’evento si fa sentire e non è tempo di dormire. Oggi – ci hanno detto- indosseremo la divisa azzurra, quella della Nazionale e giocheremo anche con Peruzzi, Tommasi, Di Biagio, Pecchia e Bonavina. Alle 8 ci ritroviamo in piazza della Natività a Betlemme per iniziare la Maratona della Pace. Ci chiamano per le foto, ci intervistano, i bambini ci abbracciano e toccano la nostra maglia. Sono sensazioni difficili da raccontare, ma che restano scolpite sulla pelle. Cominciamo a correre. I primi hanno la fiaccola della pace in mano. Riusciamo per qualche minuto a portarla anche noi. Arriviamo al check point: è aperto. Non ci intimano di fermarsi come ieri, quando siamo passati con il pullman. Una signora ride, mostra il suo visto. E’ palestinese e può passare. Non la fermano e corre con noi. Non ci sono differenze, siamo tutti uguali, marciamo per la pace, perché il muro sia “spezzato”, perché non divida, perché non alimenti l’incomunicabilità. Due passi ancora e arriviamo ad un’area dove il nastro adesivo colorato segna il campo da gioco. Ci sono i soldati, il mitra è basso, le mani alzate per applaudire il nostro ingresso in campo. Giochiamo con la squadra palestinese. C’è grande correttezza in campo e tanta voglia di giocare. E’ una voglia irrefrenabile di vivere un giorno normale. Alla fine “scoppiamo” in un grande abbraccio: non ha perso nessuno, abbiamo vinto tutti. Poi giochiamo con la squadra israeliana: il pallone ci rende amici dal primo secondo. Intorno al campo, i bambini festanti che fanno il tifo. E’ la volta della partita con gli ex calciatori, quelli che abbiamo seguito da tifosi. Riusciamo a segnare due gol a Peruzzi. Non sono le reti a regalarci una giornata diversa dalle altre, ma l’aver contribuito a dare un sorriso a chi vorrebbe e non può. Alla fine avviene una cosa inattesa e al tempo stessa meravigliosa: i ragazzi palestinesi e quelli israeliani formano un’unica squadra. Affrontano la formazione italiana. Sorrisi, strette di mani ed applausi. E’ stato un giorno di straordinaria normalità e la Maratona della Pace di 12 chilometri riparte fino al traguardo fissato a Gerusalemme.

Martedì 25 ottobre 2011
Lasciamo Betlemme per raggiungere Tel Aviv. Sono le 9,30 e alle 15 il nostro aereo ci riporta in Italia. Salutiamo le persone che hanno condiviso con noi questi giorni indimenticabili. Ci portiamo nel cuore un’avventura da raccontare, che abbiamo vissuto a 17 anni. Siamo stati fortunati. Torneremo alla vita di tutti i giorni, ai libri e al pallone, alla scuola e al campo di allenamento. Il ricordo resterà vivo nella nostra mente così come una parola di sei lettere che ripetiamo: grazie! Grazie a chi ci ha dato un’occasione unica. L’abbiamo colta al volo. La realtà ora ha un sapore diverso.
Manuel Baiguerra, Michele Drago, Nicola Rizzi, Andrea Taino, Matteo Vezzoni
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