1967–1978 Inizia l'era Luzzara
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Nel  1967-68 la Cremonese ricomincia dalla serie D, con un nuovo presidente, Domenico Luzzara, e lo fa alla grande, grazie soprattutto al talento straordinario di uno dei suoi giocatori più giovani, Emiliano Mondonico, che dopo l'esordio l'anno precedente, esplode letteralmente segnando 17 reti e vincendo la classifica cannonieri della serie D. In panchina c'è Manlio Bacigalupo, un tecnico che punta ai giovani e schiera una squadra quasi tutta cremonese: Michelini, Cesini, Anceschi; Ravani, Vecchi, Velmini; Rossi, Tassi, Bulla, Belloni,Mondonico. La stagione è esaltante e la Cremonese riconquista la C arrivando prima con  48 punti.

La stagione 1968-69 riparte con l'obiettivo salvezza; viene confermato Bacigalupo in panchina, mentre Mondonico viene ceduto al Torino. La corsa alla salvezza si fa impegnativa nel finale e la Cremonese termina a pari punti con il Marzotto Valdagno, sarà spareggio. A Brescia, sede scelta per la partita, gli spalti sono grigiorossi: su 4200 spettatori, 3200 sono cremonesi, ma nemmeno questo riesce ad evitare il ko. Finisce 2 a 1, la Cremonese perde e ritorna in serie D.  
Nel 1969-70 arriva un nuovo allenatore, Silvano Moro, a guidare i protagonisti dell'anno precedente, la città si aspetta una reazione, ma la Cremonese dopo una battaglia ai vertici termina soltanto quinta a 37 punti. Nella primavera del '70 il Presidente Luzzara e la società vengono colpiti da un gravissimo lutto. Attilio Luzzara, figlio 21enne del Presidente, perde la vita in un incidente stradale. E sarà proprio il ricordo della passione che legava il figlio ai colori grigiorossi a guidare Domenico Luzzara negli anni a venire
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Il nuovo decennio segna la rinascita della Cremonese. Per la stagione 1970-71, in panchina arriva Battista "Titta" Rota; vengono ingaggiati giocatori importanti, dopo oltre 10 anni, ritorna in grigiorosso Bruno Franzini e, a metà campionato, la Cremonese si assicura Aristide Guarneri, che, nonostante fosse nato sotto il Torrazzo, non aveva mai vestito la maglia grigiorossa. E sarà proprio "Risti", campione europeo con la nazionale, due volte campione del mondo di club, due volte vincitore della Coppa dei Campioni con l'Inter, tre volte campione d'Italia, a 32 anni compiuti, a prendere per mano la squadra che successo dopo successo e vincerà campionato e Coppa Disciplina di categoria. 

In serie C per restarci: la stagione 1971-72 si apre con l'intenzione di non dover più affrontare gli anni bui del passato e costruire una squadra in grado di competere. La stagione comincia subito bene (quindici risultati utili consecutivi) e si conclude con un ottimo quinto posto, grazie a una difesa imperforabile (la terza del girone). Nel 1972-73 torna in grigiorosso Emiliano Mondonico, che, dopo aver lasciato Torino, aveva giocato nel Monza e nell'Atalanta, mentre a fine stagione conclude la sua carriera Aristide Guarneri. I grigiorossi autori un buon campionato, chiudono soltanto sesti, e Mondonico segna 11 gol in 34 partite giocate
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Anche nella stagione successivo (1973-74) la società deve accontentarsi della serie C. La sorpresa arriva a inizio campionato: Cremonese e Piacenza vengono inserite nel girone B, quello dell'Italia centrale, un campionato tutt'altro che facile che si chiude con un dignitoso ottavo posto. Due gli esordi importanti per i colori grigiorossi: dalle giovanili dell'Atalanta arriva Giancarlo Finardi, 30 presenze e due gol nella prima stagione, mentre il 17 marzo del '74, nell'ultima di campionato, approda in prima squadra Antonio Cabrini, futuro campione del mondo.

Nel 1974-75 la Cremonese si deve ancora accontentare e non va oltre il sesto posto, complice anche la sfortuna che blocca la via del gol a Mondonico a causa di un infortunio al ginocchio che gli fa perdere il finale di campionato. In stagione per lui "solo" 20 gol. Da segnalare in primavera l'esordio in grigiorosso di Cesare Prandelli e l'addio definitivo di Achille Bortolotti che lascia Cremona per scegliere di guidare l'Atalanta.
Il campionato 1975-76 la Cremonese sfiora la promozione, piazzandosi seconda alle spalle del Monza, ma è l'anno successivo (1976-77) che la società ottiene l'obiettivo sperato. In panchina siede Stefano Angeleri  che schiera una squadra forte in attacco (42 reti segnate, 15 portano la firma di Nicolini) e una difesa fortissima, la migliore del campionato,  capace di incassare soltanto 18 reti. Tra i record di quell'anno da ricordare i 26 risultati utili consecutivi e il record di 713' di imbattibilità del portiere Bodini.
Il sogno finisce presto e nel campionato successivo (1977-78) la Cremonese ritorna in serie C. Nonostante l'arrivo di un altro giocatore di classe, Domenico Marocchino, la squadra soffre e non riesce a staccarsi dalle ultime posizioni classifica. Il momento più duro è la sconfitta con la Pistoiese che costa il posto al tecnico Angeleri. La Cremonese retrocede, staccata di un punto da Pistoiese e Rimini.