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Rastelli, Migliore e Castagnetti incontrano gli studenti del Torriani

Rastelli, Migliore e Castagnetti incontrano gli studenti del Torriani

Rastelli, Migliore e Castagnetti incontrano gli studenti del Torriani

Mister Massimo Rastelli, insieme ai calciatori Francesco Migliore e Michele Castagnetti, sono stati ospiti dell’Itis Janello Torriani di Cremona e hanno raccontato la loro esperienza tra i banchi di scuola, prima che di professionisti del mondo del calcio, agli studenti di terza, quarta e quinta dell’istituto cittadino. All’incontro hanno partecipato oltre 300 ragazzi, che si sono dimostrati interessati e hanno proposto diversi argomenti di discussione.

Il primo a portare la propria testimonianza è stato il tecnico grigiorosso: “Anche io come voi sono stato studente dell’Itis, prima di diventare calciatore e poi allenatore. Mi sono diplomato perito meccanico soprattutto perchè mia mamma insisteva affinché studiassi per ottenere un titolo di studio, oltre a praticare quella che era la mia più grande passione, il calcio. L’unico consiglio che mi sento di darvi è che nessuno vi regala niente quindi, oltre a studiare, lottate sempre per ciò a cui tenete”. Anche Castagnetti ha sottolineato l’importanza dello studio: “Ho iniziato a giocare da bambino e pure i miei genitori insistevano perché, oltre a praticare uno sport ad alto livello, ottenessi un titolo di studio”. Francesco Migliore, che nel curriculum può vantare un’esperienza di studio e di sport avuta in Francia, ho sottolineato l’importanza di non arrendersi mai: “Una chiave per ottenere risultati è la costanza negli sforzi e non arrendersi mai dinnanzi ai sacrifici. Ci sono i periodi bui per tutti, ma chi non molla riesce a portare a casa ciò a cui tiene veramente”.
Argomento di curiosità da parte degli studenti sono state anche le emozioni che si provano entrando in uno stadio da protagonisti, prima di una partita, e come queste possano essere gestite al meglio, per riuscire poi ad ottenere risultati positivi: “Penso sarebbe bellissimo poter vivere in uno stadio con tifosi che incitano solamente la propria squadra, senza necessariamente offendere gli avversari, così da poter ritrovare il sano gusto dello sport – ha replicato il mister -. In uno stadio ci sono un vincitore e un perdente: andrebbero sostenuti entrambi. Questa sarebbe una cultura dello sport positiva e costruttiva, che fa a meno degli insulti, anche legati al colore della pelle oltre che alle differenze di tifo”. Invece, per Michele Castagnetti: “I pensieri che abbiamo prima di scendere in campo, le ansie e le paure che possono scaturire prima di una gara scompaiono quando sei concentrato su una partita”. Della stessa idea anche Francesco Migliore: “L’ansia che possiamo provare prima di una gara fa parte del gioco: oltre che stimolarci, per farci “sentire” la partita, ci aiuta a restare concentrati e sul pezzo”.
Ma come si possono affrontare delle prestazioni sportive che possono essere non sempre positive? “Ognuno di noi ci tiene a fare bella figura oltre che ad ottenere un risultato positivo – ha sottolineato Rastelli -: prima di una gara cerco di prepararmi a tutte le difficoltà che ci possono essere in una partita e, in base a quello, studio ogni singolo allenamento. Mi sento responsabile di tutto ciò che succede durante una gara: quando siamo nello spogliatoio, spero che passi in fretta quell’ora e mezza finché l’arbitro fischia: da lì svaniscono tutte le ansie ed entra in gioco l’adrenalina”.
E dopo una prestazione negativa, come si reagisce? “Non bisogna avere paura dell’errore – ha risposto Migliore – aiuta a crescere e ad aggiustare il tiro”. A cui ha fatto seguito anche la risposta dell’allenatore: “Tutti vogliono vincere ma la cosa importante è prepararsi a vincere: le paure e i timori possono metterci in difficoltà, anche se in allenamento hai sempre dato tutto. Nei momenti di difficoltà, soprattutto durante la partita, dico ai ragazzi di aggrapparsi al lavoro settimanale: l’errore tecnico e tattico ci sta, fa parte del mestiere, ma è in quello che devi farti forza e rientrare in partita. Mi è piaciuta molto una frase di Spalletti: “il calcio è psicologia applicata”, che spiega quanto l’aspetto psicologico può cambiare le sorti delle nostre gare. Nello spogliatoio, così come in tutti gli ambiti lavorativi oltre che scolastici, possono nascere dei piccoli conflitti interni – ha concluso il mister -. L’importante è il rispetto: può capitare che ci siano vedute diverse però, tra persone intelligenti, sappiamo che basta parlarne per cercare di risolvere queste divergenze”.
A conclusione dell’incontro, il mister e i calciatori si sono messi a disposizione per una fitta sessione di autografi, oltre che di foto e di selfie di rito: gli studenti, oltre a dimostrare il loro calore e attaccamento ai colori grigiorossi, si sono congedati al grido di “Forza Cremo!”.