1945–1967 Il dopo Guerra

Formazione 1946-47

Formazione 1949-50

Il 50° in maglia a quadri

Finita la guerra anche per il calcio comincia l'era della ricostruzione. La gente ha voglia di tornare a vivere e il pubblico torna a gremire gli stadi. Nel campionato 1945-46 la Cremonese viene inserita in un girone misto che comprende formazioni di serie B e C.

C'è un nuovo presidente, Giovanni Zucchi, e la sede viene spostata dal Bar Flora al Bar Cremonese in piazza Roma. In panchina siede Joszef Banas, e per i grigiorossi la stagione è esaltante, arrivano al primo posto nel girone di andata e vittoria dopo vittoria, ottengono la qualificazione per il girone finale: sei squadre, solo la prima sarà promossa in serie A. Le partite fanno segnare incassi record, 8 mila paganti con l'Alessandria, per oltre mezzo milione di incasso. La Cremonese va in difficoltà, paga forse la panchina troppo corta, e termina quinta con 8 punti, a 7 dall'Alessandria che raggiunge la serie A.

Unica consolazione la conquista della serie B, che per il campionato 1946-47 vede la presenza di 20 squadre suddivise in 3 gironi. La Cremonese viene inserita nel girone B con le formazioni di Veneto, Toscana, Emilia Romagna e la Cremonese termina al sesto posto a pari merito con la Spal. La Federazione decide di tornare alla serie B a girone unico e nel 1947-48 è fondamentale piazzarsi tra le prime sei. La Cremonese passa di mano e viene acquistata dal proprietario dell'Ocrim, il commendator Guido Grassi, e ottiene la permanenza nella serie cadetta, piazzandosi sesta. Il '48 è anche l'anno di esordio in grigiorosso di Pasquale "Bibi" Vivolo. Cresciuto nella squadra della parrocchia di San Bernardo, passa alla Victor e poi alla Cremonese, nella quale segna 6 gol il primo anno e 10 quello successivo, facendosi notare dalla Juventus di Boniperti. In bianconero vive 4 stagioni esaltanti, segnando 31 reti e conquistando due scudetti; poi passa alla Lazio (5 stagioni e 33 gol segnati) e chiude la carriera a Brescia, prima di tornare a vivere a Cremona, con la moglie, figlia del presidente grigiorosso di allora.

Il 1948-49 viene ricordato come l'anno in cui venne realizzato il gol più veloce della storia grigiorossa: in occasione di Cremonese - Pro Sesto 6-3, 'Doro' Zanini la butta dentro dopo soli 15 secondi. La squadra allenata da Banas si piazza all'undicesimo posto.

Il decennio si chiude con una stagione non brillante: nel campionato 1949-50 la squadra non va oltre il 13° posto. Deludente la stagione successiva, il 1950-51 fa segnare una nuova retrocessione in serie C: penultimo posto a 28 punti. Nel  1951-52 la società grigiorossa si trova ad affrontare una profonda crisi economica, tanto che i giocatori arrivano ad autotassarsi per poter affrontare alcune trasferte; la Cremonese si piazza decima. Nel 1952-53 la Cremonese è di nuovo alle prese con difficoltà economiche. Grazie alla vendita al Treviso del promettente Farina riesce a far fronte ai debiti, ma è di scena una nuova riforma dei campionati e viene inserita nel Girone B della Quarta Serie. Dal Soncino arriva il difensore Giacomo Losi, che diventerà poi terzino della Roma e della Nazionale. La stagione si chiude con una meritata terza piazza. Il 1953 è anche l'anno del 50° e la società pubblica un libro storico  presenta una maglia tutta nuova, a scacchi grigiorossi.

Formazione 1954-55

Formazione 1958-59

Formazione 1960-61

Il 1953-54 riporterà la Cremonese in serie C. I grigiorossi arrivano primi del girone e nella fase finale battono  il Bolzano. Il ritorno in serie C, per il campionato 1954-55, è però condito da una serie di problemi economici e si teme che la Cremonese non riesca nemmeno ad iscriversi al campionato. Per fare la squadra si deve lavorare in economia, ma i risultati si vedono: i grigiorossi terminano quarti in classifica. Tra le curiosità, l'esordio in prima squadra di Franco 'Balino' Zaglio che diventerà uno dei pilastri della grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale.

Nel 1955-56 arriva in panchina l'ungherese Boldizar Geta  a  sostituire Ercole Bodini che passa al Piacenza. La Cremonese  arriva quarta con 39 punti, nonostante un attacco atomico (53 reti segnate e Magnavacca, arrivato dal Milan, vicecapocannoniere di C con 21 reti).

Quello successivo, 1956-57 è un altro campionato senza grosse emozioni, la Cremonese finisce quinta a 37 punti, dopo essere stata seconda per diverse giornate. Il campionato 1957-58 è una stagione di alti e bassi, dove la squadra non brilla particolarmente e termina soltanto dodicesima. Nel 1958-59 Cremonese protagonista in negativo. La squadra termina il girone d'andata ultima in classifica e nel ritorno non riesce a far meglio, finendo penultima. Fortunatamente un nuovo riassetto della serie C evita che vi siano retrocessioni e, l'anno successivo, la Cremonese può nuovamente affrontare un campionato di C.

Quello del 1959-60 è un campionato caratterizzato dalla lotta per non retrocedere, sarà la vittoria sul Vigevano a condannare la squadra pavese alla retrocessione e mantenere ancora una volta in serie C la Cremonese, con due punti di vantaggio sull'antagonista.  Ancora un campionato deludente nel 1960-61, dopo un inizio che faceva ben sperare, Cremonese terza alla fine del girone di andata, la stagione si conclude al quart'ultimo posto.

Erminio Favalli in maglia bianconera

Armanno Favalli

Nel 1961-62 arriva un nuovo allenatore in panchina, Enzo Bellini, e un nuovo bomber, Pasquina dal Trento, che metterà a segno 14 gol. A fine stagione i punti sono 31 per un "tranquillo" decimo posto in classifica. Nel 1962-63 la Cremonese si salva in extremis , dopo un esordio col botto, complice anche l'impraticabilità dello Zini per neve per circa un mese e mezzo, che costringe i grigiorossi a giocare lontano dalle mura amiche. Al ritorno in via Persico la squadra si rimette in pista e riesce ad ottenere l'agognata salvezza.
Nel 1963-64 cambia il vento grazie all'esordio di un giovane talento che tanto nel corso della sua vita farà per i colori grigiorossi, Erminio Favalli, che verrà subito notato da Helenio Herrera e portato in neroazzurro. La squadra chiude sesta.

E' una Cremonese in difficoltà economiche, quella che si appresta ad affrontare la stagione 1964-65, tanto che il Presidente Maffezzoni rassegna le dimissioni per cercare di attirare l'attenzione della città; il gesto ottiene il risultato sperato, ma la squadra viene comunque allestita in economia e la salvezza arriva  tra mille peripezie, dodicesimo posto a 30 punti. Il 1965 è anche l'anno in cui scompare tragicamente Armanno Favalli, fratello di Erminio, grande promessa del calcio in forza al Foggia, dopo gli anni trascorsi in grigiorosso e al Brescia.

Il Campionato 1965-66 la Cremonese chiude quattordicesima, dopo un anno a dir poco mediocre, la salvezza viene conquistata alla penultima giornata e sulla panchina grigiorossa Giovanni Persico rileva Teodoro "Doro" Zanini. L'anno successivo (1966-67) la società allestisce una squadra per un campionato di vertice, ma le cose non vanno come sperato e la Cremonese finisce ultima e retrocede in serie D. Da segnalare in quella stagione due esordi importanti per i colori grigiorossi: Emiliano Mondonico e Luciano Cesini. L'anno si conclude con il commissariamento della società, e proprio uno dei due commissari, un certo Domenico Luzzara, segnerà l'inizio di una nuova era.

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