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Radunovic e Del Fabro: “Questa Cremo può fare bene”

Radunovic e Del Fabro: “Questa Cremo può fare bene”

Radunovic e Del Fabro: “Questa Cremo può fare bene”

Al Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” è il giorno di Boris Radunovic e Dario Del Fabro. A presentare ufficialmente alla stampa il portiere e il difensore centrale è il direttore sportivo Leandro Rinaudo. “Si tratta di due giovani che hanno già maturato esperienze importanti in Serie B. La concorrenza era tanta e agguerrita, ma entrambi hanno scelto di vestire il grigiorosso ed eccoli qui”, le parole del dirigente che ha messo in risalto le qualità dei neo grigiorossi.

Fisico imponente per il portiere Radunovic, arrivato a Cremona in accordo con l’Atalanta, società che detiene il suo cartellino: “Sono contento di essere qui – spiega l’estremo difensore di origine serba – A mio avviso siamo una buona squadra, credo che qui si possa davvero fare bene. Personalmente posso aggiungere che nelle scorse due stagioni ho trovato una buona continuità giocando in serie B. Spero davvero di poter confermare quella continuità”. Portiere statuario, Radunovic va in controtendenza rispetto al trend moderno quando gli viene chiesto il suo rapporto con le uscite: “So perfettamente – spiega – che ai giorni nostri spesso i miei colleghi rinunciano ad uscire dai pali. Ma questo non vale per me che sui palloni possibili non mi tiro indietro. Chi è il miglior numero 1 sulla scena? Direi Handanovic, da una decina d’anni gioca su livelli molto alti”. Tornando alla Cremonese, sulla concorrenza con gli altri compagni di reparto Radunovic non ha dubbi: “Si tratta di una concorrenza leale – dice senza mezzi termini – Siamo come una piccola famiglia e tra di noi c’è massimo rispetto. Poi, per quanto mi riguarda,  con i colleghi mai ho avuto problemi”.

A fisico, non è da meno il collega Del Fabro che fa della sua stazza uno dei suoi punti di forza: “Cerco di essere sempre umile e di affrontare tutto con il giusto spirito di sacrificio spiega – Le mie caratteristiche? Mi piace sfiancare il mio avversario, stare sempre sul pezzo e in questo sicuramente il fisico aiuta. Per il resto devo dire che vivo allenamento dopo allenamento, cercando di dare il massimo, per me stesso e per la squadra, senza pensare troppo al futuro”. Parole di elogio anche per il Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”: “La prima volta che ho messo piede qui – racconta Del Fabro – ho pensato subito alla struttura all’inglese che trovai durante la mia esperienza al Leeds: un ambiente raccolto, nel verde, dove si lavora a stretto contatto con il settore giovanile. Sono fattori importanti, profumano di famiglia”.